STORIA TATUAGGI





Il termine tatuaggio deriva dal polinesiano tatau; si tratta di una tecnica di decorazione - anzi, di pittura vera e propria - del corpo.

Il tatuaggio era molto presente sia nella civiltà egizia che in quella romana; qui, l’imperatore Costantino vietò i tatuaggi in seguito alla sua conversione al Cristianesimo..

Presso i Maori la tradizione del tatuaggio è tutt’ora viva, e motivo di orgoglio di appartenenza ad una stirpe che affonda le radici nell’antichità. Tatuarsi la pelle non ha il solo scopo estetico di abbellire il corpo, ma è un vero strumento di comunicazione.

Tra le civiltà antiche in cui si sviluppò il tatuaggio fu l'Egitto ma anche l'antica Roma, crocevia di civiltà, dove venne vietato dall'imperatore Costantino, a seguito della sua conversione al cristianesimo ("Non vi farete incisioni nella carne per un defunto, ne vi farete tatuaggi addosso. Io sono il Signore" Levitico 19.28').

Nelle società tribali erano i re e i nobili a tatuarsi o comunemente i ricchi, coloro che potevano permetterselo; i tatuatori erano trattati con gran rispetto e ricompensati lautamente per la loro opera.

In occidente il tatuaggio ebbe storia combattuta a causa dell’ostilità cristiana verso questa pratica. Ma ci furono eccezioni anche in ambito ecclesiastico, in particolare per i frati del santuario di Loreto, che praticavano fino a tempi recenti, tatuaggi religiosi sui pellegrini che lo richiedevano, forse per ricordare le stimmate di San Francesco.

Così a mano a mano il tatuaggio venne sempre più conosciuto ed apprezzato fino ad arrivare ai giorni nostri dove ormai è possibile trovare diverse tecniche e farsi tatuare ciò che più ci piace in qualsiasi parte del corpo. I giapponesi, con la tecnica detta 'TEBORI', usano sottili aghi metallici e pigmenti di molti colori, ed introducono nella pelle sostanze di natura chimica diversa e di colore diverso. La tecnica giapponese prevede che gli aghi siano fatti entrare nella pelle obliquamente, con minor violenza, ma comunque in modo abbastanza doloroso.



Il tatuaggio occidentale viene invece eseguito tramite una macchinetta elettrica, cui sono fissati degli aghi in numero vario a seconda dell'effetto desiderato; il movimento della macchinetta permette l'entrata degli aghi nella pelle, i quali depositano il pigmento nel derma.







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